Hoperalab di Roberta Aiello

Mixed Media e Altered Art Studio - Design Interni e Scenografia - Gioielli handmade

Hoperalab di Roberta Aiello

About

About…me

Who are you? Chi sei… Cosa fai, da quanto, dove e come…La regola delle 5W.
 
Vi capita mai di chiedervi chi siete, cosa state facendo e come siete arrivati fino a qui?
Se siete entrati in questa pagina, queste domande le state facendo a me e avete il desiderio di capire e sapere qualcosa in più, del resto questa è la mia ABOUT page.
Ho trovato molti testi e blog di branding che danno ottimi consigli per scrivere una about page efficace e chiara, per comunicare in “tre parole” chi siamo, cosa facciamo e cosa possiamo fare per il visitatore che ci accorda la sua fiducia (o dovrebbe farlo) e ci consulterà per un lavoro o per acquistare un nostro “prodotto”.
Tutto mi sembra asettico e limitato, una persona, specialmente se svolge un lavoro “artistico”, difficilmente può limitare il proprio mondo a sole tre parole, ma non può nemmeno scrivere una autobiografia di 300 pagine.
Io ci provo, seguimi…..partiamo da qui…poi se avrai voglia di saperne di più e capire meglio se posso fare qualcosa per te, leggi le pagine che descrivono i miei lavori, leggi  i posts dedicati al mio lavoro, alla formazione e a ciò che amo di più… Parlerò con te di come cambiano le cose ogni giorno, del dietro le quinte, di come realizzo i miei oggetti che potranno essere tuoi…un pò di più….perchè una about page è un posto stretto per una persona e non è mai abbastanza per te, che hai scelto di leggermi.
Io sono … Roberta Aiello, ho 44 anni, Altered Art & Mixed Media Artist.
Artista…sembra presuntuoso, ma non devi pensare che io lo sia. In realtà ho impiegato molto tempo prima di capire che, per quello che faccio, non c’è un’altra “definizione”, tanto meno in Italiano. Si può tentare di tradurlo così :-” Artista di Arte Alterata che utilizza materiali e tecniche diversi ed inusuali”. Ma nelle categorie comuni, questo non c’è….perciò Artista credo sia la parola , carica di molte aspettative che meglio esprime ciò che sono/faccio.
Cosa faccio.… Assemblo, faccio e disfo collages come fossero piccoli teatri, realizzando anche i più piccoli dettagli grafici a mano per poi sperimentare anche la tecnica del collage digitale. Il mio è un mondo Surreale dal quale strizzo l’occhio allo Steampunk , entro nella capsula del tempo che mi porta in mondi ed epoche diverse, ed ogni volta, il viaggio è indimenticabile.
Seguendo la stessa ispirazione progetto e realizzo Arte indossabile handmade… e non sono un’industria. Il bello dell’handmade è che ogni oggetto è un pezzo unico, anche quando si replica in serie limitate, grazie alla cura e alla carica affettiva che fanno della piccola imperfezione, dovuta al processo artigianale, la testimonianza di una personalità unica ed irripetibile, del tocco umano, del fare.
Gioco con materiali e tecniche diverse, spaziando dall’illustrazione all’uncinetto. Tiro fuori dai cassetti i vecchi bottoni, tessuti e carte da parati di recupero, esploro i mercatini a caccia di materiali insoliti e li mescolo a disegno ed illustrazioni vintage, alle pagine di un vecchio libro, ad immagini di arte alterata che realizzo per raccontare una storia, che può essere la tua se mi aiuterai a personalizzare l’oggetto che sceglierai. Acquisto i migliori componenti per offrirti l’oggetto con la più alta qualità. No, non uso materiali o gemme preziose, ma tutto il resto…sì.
 Così i pensieri diventano storie, le storie oggetti, l’immagine e l’arte, qualcosa di indossabile, l’handmade à porter….
Dai miei archivi e dai libri, i disegni escono per andare a popolare un mondo immaginario, si posano su una sagoma di legno e diventano orecchini, si compongo e si rifugiano sotto ad una cupola di vetro e diventano mini collages che ornano una collana, si uniscono in una danza con dei vecchi bottoni e diventano un bracciale. Escono dalla crisalide e spiccano  il volo, si trasformano in  farfalle e vanno ad adornare la testa di una dama rinascimentale che fa l’occhiolino da una piccola cornice che decorerà una parete o una memory box che custodirà i tuoi ricordi.
Da quanto lo faccio…
Fin da piccola, ho sempre “fatto cose” e uno dei materiali preferiti è stata la carta. Trascorrevo ore a realizzare bambole, fiori, piccole navi e animali con la carta del pane, quella del giornale di mio padre o delle riviste di mia madre, accatastate in un angolo pronte per essere riutilizzate.
Poi è arrivato il mio primo album da disegno e la prima scatola di colori. Allora le bambole hanno avuto vestiti colorati a pastello, le navi vele fiorate disegnate con i pennarelli e gli animali manti a pois o a quadretti dipinti con la tempera.
Dal foglio, i miei piccoli amici si spostarono su scatole e cassetti, su cartoncini ritagliati, diventando i protagonisti di un viaggio intorno ad un mondo dove il tempo non c’è, e la meta è sempre diversa.
E’ così che ho iniziato a collezionare immagini, a ridisegnarle, a farle diventare oggetti, ad affidar loro delle storie da raccontare e dei messaggi da consegnare.
Poi è venuta la scuola, il liceo artistico, l’Accademia di Belle Arti e il lavoro nell’ambito dell’arredamento di interni e scenografia per cinema, televisione e pubblicità. In tutto vent’anni, inclusi i dodici in scenografia….Ho fatto poco teatro, ma il mio sogno nel cassetto rimane quello di realizzare una scenografia per il Teatro dell’Opera, il primo grande amore, la mia fonte di ispirazione, un omaggio dovuto, che ho voluto inserire nel  brand HopEraLab.
La formazione da scenografa e l’incontro virtuale con Piero Fornasetti sono stati  due momenti fondamentali per la mia crescita personale e professionale, oltre a rappresentare la sintesi di ciò che sono, cosa faccio, come lo faccio e soprattutto il perchè.
Ho passato tutta la vita a “rubare come un’artista”, (per citare uno dei miei libri preferiti) l’ho fatto con gli occhi, osservando, collezionando immagini, sporcandomi le mani  e sperimentando tecniche decorative diverse. Con questa memoria in testa e l’esperienza nelle mani,  dopo aver lasciato il lavoro in scenografia, ho iniziato un’avventura, perchè era arrivato il momento di restituire e condividere ciò che avevo imparato, dando un senso diverso….anche se ancora non so bene dove punti la mia bussola, sempre attratta da un magnetismo che fa oscillare l’ago verso luoghi sconosciuti.
What? Cosa fai?
Non ho mai smesso di essere e fare la scenografa, ho solo spostato il palcoscenico, quel luogo del divenire, il laboratorio dinamico delle idee, dove una storia solo pensata e forse nemmeno mai scritta, prende forma e diventa tangibile.
Anche se ora realizzo cose diverse, la “metodologia creativa” è sempre la stessa, si parte da un soggetto, da un’ispirazione che può arrivare da un libro, una canzone o una poesia o da una vecchia cartolina trovata in una soffitta polverosa. Tutto concorre a realizzare lo spettacolo, del resto non è per questo che indossiamo dei gioielli, per adornarci, per caratterizzare il personaggio che vogliamo fare andare in scena? Oggi romantica e sognante, domani fatale e misteriosa….
Quando disegno o realizzo i miei collage, penso sempre come una scenografa. Aggiungo strati, creo fondali, posiziono i personaggi…ragiono in prospettiva per entrare a far parte dello spazio che creo.
Where? Dove lo fai?
Ho la fortuna di lavorare nel mio piccolo studio in casa, tra un tè nero e uno sguardo ad uno dei numerosissimi libri che popolano la mia libreria, sii svolge tutta l’attività creativa, dalla ricerca di immagini e ispirazione, all’elaborazione con mezzi e strumenti tradizionali del disegno a quelli digitali, alla scelta dei materiali per realizzare tutti i componenti, via via fino alla confezione della scatola, anch’essa fatta a mano.
How? Come lo fai?
Con amore e cura, scegliendo sempre i materiali migliori, continuando a studiare ed imparare da chi lo fa da più tempo e meglio di me. Carta e colori di qualità, materiali vintage, stoffe, bottoni e tutto ciò che mi racconta una storia. Seguo l’ispirazione che mi arriva da un materiale o piuttosto da un oggetto, così come da una canzone o da una passeggiata all’aria aperta.
Faccio il mio lavoro con un sorriso, seguendo la mia mission, e credo che qualcosa di meraviglioso stia sempre per accadere e che il meglio debba ancora venire… Cerco di trasmettere questa vena di ottimismo rinforzando ogni oggetto con il valore aggiunto di un messaggio simbolico di auto affermazione, anche solo con una frase o con una parola che apra la porta alla speranza e al pensiero ed al fare positivo.
Mi autofinanzio e non ho una produzione industriale, tutto è realizzato a mano ed è faticoso, alle volte noioso…. Ma che bello quando regala qualche soddisfazione.
In nessun manuale o pubblicazione kindle ho trovato come si chiosa una about page…forse non si deve, perché la vita è un continuo divenire e la giostra non finisce mai di girare… Allora ti invito a girare con me ….